Blues Pills: Lady in gold

bluespillsladyingold

Artista: Blues Pills
Disco: Lady in gold
Etichetta: Nuclear Blast
Distribuzione: Audioglobe
Formato: CD
Anno: 2016
Genere: retro hard rock
Info: http://www.bluespills.eu
Ormai dei BP avrete letto di tutto e di più, ma la portata di un disco eccellente come “Lady in gold” ci permette di intervenire sull’argomento e magari d’esporci in un terreno scoperto e quindi “pericoloso”. Rispetto all’omonimo esordio (presto doppiato da un “live” che ribadisce quanto al gruppo tenga in termini di ritorni la potente Nuclear Blast) i miglioramenti sono evidenti, d’altro canto Elin Larsson è molto più che una cantante “semplicemente” carina, in quanto dotata di carisma e voce, eppoi il bretone Dorian Sorriaux si dimostra chitarrista versatile ed attento, non solo un affastellatore di riff monolitici, bensì un sensibile facitore di trame elaborate, che confluiscono in un tessuto damascato ove fondamentale si rivela il contributo fornito dalla dinamica sezione ritmica presidiata da Zack Anderson al basso e da André Kvanstrom alla batteria. Voce soul, sei corde che s’abbevera al verbo di Iommi/Page ma che non lesina omaggi al conterraneo Dan Ar Bratz, collaboratore fidato di Alan Stivell, che Sorriaux cita più volte come stella polare della sua formazione di musicista, possiamo classificare il risultato finale “semplicemente” retro-rock? Si ma non solo, e se il “prodotto” pare confezionato apposta per essere venduto su larga scala mica è un delitto (maddai smettiamola di fare i moralisti…); anche la “mano” del produttore (confermato alla consolle) Don Alsterberg fa la sua parte, il credito che ha accumulato lavorando con Horisont e Graveyard viene speso con giudizio in brani come le dinamiche “Elements and things” (cover di Tony Joe White) ed “I won’t go back”, nell’elegia soul di “I felt the change” che introduce la convincente “Gone so long” (magistrale interpretazione della Larsson, chi vi ricorda?), nella “title-track” e nella pulsante “Rejection”, canzoni che mostrano le mille facce di un disco che non deve suscitare nostalgia, il passato è passato, ma che deve guardare, traendo lezione da esso, ad un futuro che per i Blues Pills non può che essere radioso.

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