Recensione: Witchfield (Thomas Hand Chaste)

Autore: Witchfield
Titolo: Sabbatai Zevi
Etichetta: Black Widow Records
Formato: CD
Anno di pubblicazione: 2015
Web: http://www.blackwidow.it
La spinta propulsiva che ha “generato” la seconda pubblicazione di Thomas Hand Chaste col “monicker” Witchfield deriva dalla lettura di “Satana a Goray”, racconto di Isaac Bashevis Singer ove compare la figura del mistico ottomano Sabbatai Zevi, nome preso a prestito per il titolo del disco, pubblicato sotto l’egida dell’attenta label genoana Black Widow. Una questione di “suono” (del nome/titolo), più che altro, chi vi ricerca riferimenti ad occultismo, satanismo ed ammennìcoli vari sappia che ha sbagliato strada, Andrea Vianelli (a.k.a. Thomas Hand Chaste) prende a riferimento un tema che nel racconto ricorre, quello della falsità, “elemento” al quale l’attualità ci ha a tal punto adusati che non viene nemmeno più considerato nella gravità che gli spetterebbe… Ed in quanto a sonorità, è semplicemente meraviglioso imbattersi in motivi coinvolgenti come le plumbee “Heart of soldier” e “Living on trees” o la splendida versione di “Make up your mind” dei Quatermass (“Sleepless” conteneva “Inquisitor” dei Death SS e “Black widow” di Alice Cooper), che Witchfield sa fare suo con arguta sapienza, esempi intatti di hard rock oscuro permeato d’una vena sinceramente progressiva, o nell’umbratile “Continent”, ove la voce di Tiziana Radis traghetta il composito insieme attraverso le acque lutulente del dark/post punk di inizi ottanta. L’ascendenza di Death SS e del Violet Theatre (e Sancta Sanctorum) si “sente” in queste tracce, ove non si pone limite alla “verve” degli interpreti, intenti a profondere ogni brandello della loro sapienza in questa impresa ascrivibile sì ad un soggetto, ma frutto di una condivisione di animi anche distinti, ma accomunati dall’ispirazione più alta: l’elenco dei coinvolti è nutrito, avendo citato la Radis, chiedo venia se mi limito a questa, invitandovi semmai a consultare il booklet ove sono riportati tutti. “Sabbatai Zevi” è opera dalla spiccata personalità, alla quale il contributo dei numerosi ed illustri convenuti funge da collante più che da elemento distintivo, come accade in tante altre analoghe manifestazioni. Aleggia su di essa uno spirito che la contemporaneità non riconosce (o fa fatica a riconoscere) più, quello che ha contribuito a cementare, negli anni settanta, le fondamenta di un “genere” ampio nelle sue espressioni, ora partito in mille rivoli. Per fortuna c’è chi sa ricuperare quelle lontane istanze, rendendole ancora fruibili ad una platea pronta ad accoglierle.
Discografia Witchfield:
Sleepless (2009 – Black Widow Records)
Sabbatai Zevi (2015 – Black Widow Records)
Tracklist:
1) Vertigo
2) Living on trees
3) Sabbatai Zevi
4) Ccontinent
5) I feel the pain
6) Walk
7) Make up your mind
8) Heart of soldier
9) Falling star
(il CD è completato dal video “La metamorfosi dell’anima”)

Sabbatai Zevi (nato a Smirne nel 1626) fu fondatore assieme a Nathan di Gaza del sabbatianesimo. Ebreo ottomano, si convertì all’Islam, ma venne esiliato a Dulcigno, ove morì nel 1676, a causa del suo comportamento ondivago: egli infatti non rinunziò mai completamente alle pratiche ebraiche e mantenne contatti con la comunità originaria. Nel 1648 si proclamò “Messia”. Per approfondimenti consiglio la lettura di “Ŝabettay Şevi – Il Messia mistico”, di Gershom Sholem (Einaudi,).

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