Recensione: Principe Valiente (“Choirs of blessed youth”)

Principe Valiente: Choirs of blessed youth
Af-Music/Promofabrik
CD
2014
http://www.principevaliente.com
http://www.promofabrik.de
Seconda testimonianza per il complesso di Fernando Honorato (sono svedesi, a dispetto del nome, voluto evidentemente dal main-man), già messosi in luce col self-titled-debut del 2011 (che procurò loro slot di supporto a Peter Murphy e Peter Hook, oltre che guadagnare un palco del WGT). Goth-rock dinamico, con alcuni episodi che ricordano gli immensi (ed irraggiungibili) Dead Can Dance, quelli di “Spleen et ideal” che Honorato vorrebbe omaggiare, almeno nelle lodevoli intenzioni, in “Wasted time”, mentre “The fighting” rimanda a The Cure (ed allo shoegaze in genere). Ma un riferimento più preciso lo si può individuare negli iper-attivi Merciful Nus, sopra tutto nei passaggi più mesmerici. Se dal punto di vista della struttura le undici canzoni di Choirs of blessed youth non presentano sorprese, scorrendo veloci e senza sussulti di genio, infine è proprio la voce del leader a far sì che il giudizio finale si collochi oltre la sufficienza. Consigliato vivamente l’ascolto in automobile (anche se sarebbe preferibile qualche highway americana), trattandosi in fondo di piacevole FM-goth.

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