Recensione – Ballo delle Castagne: Surpassing all other Kings

Ballo Delle Castagne: Surpassing all other kings
Blood Rock Records
Black Widow Records
2012
http://www.blackwidow.it
http://www.ilballodellecastagne.com
Al di la del concetto lirico sottostante Surpassing all other kings che meriterebbe un approfondimento a parte, il nuovo parto discografico del Ballo delle Castagne poggia ancora una volta su trame musicali maestose, come potevano apparire, al viandante che per la prima volta le vedeva, le mura della disdegnosa Babilonia. Ed è il “Tema di Gilgamesh” ad introdurre opportunamente un lavoro che affascina, e che in “Eoni” cita pure il maestro Howard Phillpis Lovecraft de “Il richiamo di Cthulhu” (“The call of Cthulhu”, 1926). L’hard rock rutilante de “Il risveglio” si leva austero dalle sabbie infuocate del deserto, mosse dalle calzature chiodate delle schiere di militi in marcia fra Tigri ed Eufrate, la culla dell’umanità che ha preferito scordare la lezione della Storia, relegandola a semplice successione cronologica di vicende che paiono non riguardarla, celandola in un canto della memoria collettiva. Le sciabolate della chitarra e del moog schiaffeggiano volti indifferenti ridestandoli, l’enigmatica “Il viaggio” getta un ponte tra passato (anni settanta) e presente di certo prog umbratile, profondamente ed intrinsecamente obscuro. Bello il risultato d’insieme, eccellente l’interpretazione di Carmen D’Onofrio. “Rorate coeli” è un esperimento riuscitissimo d’ambient frippiana, col basso e col moog che s’avvinghiano su se stessi, “Koenigin der Nacht” è episodio tormentato, reso ancor più austero dal cantato in tedesco e dal pianismo crepuscolare di Davide Bruzzi. “Il segreto” è l’ultima canzone del disco, ed è assai interessante il contributo lirico; testo plumbeo, annichilente, che si contrappone ad una coda strumentale che pare aprirsi alla speranza. Quartetto finale aperto dagli umori cangianti di “Aquarius Age”; segue l’edulcorato hard psichedelico di “Fire in the sky”, cover di Yahowa 13, ensemble fondato nel 1973 dal leader spirituale della comune Source family, Father Yod, indi il frammento titolato “Eoni” che come scrissi poco sopra cita H.P.L. e le divinità dementi che dormono ai margini estremi dell’Universo e che potrebbero risvegliarsi… Chiude l’opera la marziale “Apocriphon of Gilgamesh”, la quale col suo incedere deciso par voler condurci in un luogo ben definito, conosciuto però solo dalla nostra Guida. Opera che va considerata oltre la componente meramente musicale, che è, probabilmente, secondaria ai contenuti testuali, almeno nelle intenzioni dell’autore. Non vengono risparmiate forze, e le intenzioni dichiarate chiaramente. Un ottimo viatico, chi vuol seguire lo faccia.

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