InVertigo: Veritas

(Progressive Promotion Records – CD – 2012 – www.progressive-promotion.de)

Giunti alla loro seconda prova (segue di un paio d’anni l’esordio “Next stop vertigo”), i tedeschi InVertigo palesano una maturità compositiva ed esecutiva oramai prossima al compimento. Il neo-prog che caratterizzava le sei tracce del debut viene irrobustito dalle chitarre a tratti prossime ad ambiti heavy di Jacques Moch, mentre le tastiere onnipresenti di Michael Kuchenbecker tessono trame finissime sulle quali trova suo agio la voce di Sebastian Brennert, a tratti debitrice della lezione del Maestro John Wetton. Se a questi elementi aggiungiamo la precisa sezione ritmica (Matthias Hommel – basso, e Carsten Dannert – batteria), avremo un quadro sonoro netto e soprattutto esaustivo di quanto i nostri sanno offrire, fra spunti debitori di Pendragon, altri Asia, altri ancora IQ, riuscendo comunque a presentare un’opera personale e fresca. Anche la lunga “The memoirs of a Mayfly” regge il confronto colla distanza considerevole (ventidue minuti scarsi) che la caratterizza, esibendo inoltre un sax caldo ed una voce muliebre ottima nel compenetrare la trama della canzone (gli ospiti sono Marek Arnold e Julia Gozelanczyk). Non di concept trattasi, anche se un filo unico lega ogni singolo pezzo, Veritas dimostra che il new-prog può ancora riservare soddisfazioni, sia ai suoi nuovi elaboratori che, soprattutto, ai suoi attenti cultori.

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